Cina e India, le due patrie del tè

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Cina, la patria della Camellia Sinensis

La pianta del tè - ArtedelRicevere - Milano e online

Molti popoli desiderano attribuire al loro paese la scoperta del tè. Una tra le leggende più interessanti risale al 2.737 a.C. e racconta come la scoperta del tè sia stata opera di un imperatore cinese chiamato Shen Nung, il “padre della moderna agricoltura”. Vissuto a sud del Fiume Giallo, l’Imperatore era spesso in viaggio per visitare i suoi sudditi, per studiare le specie botaniche o per cacciare le fiere. Di tanto in tanto era solito ristorarsi all’ombra di una pianta con acqua di fonte, quando un giorno alcune foglie, staccatesi dall’albero sotto cui l’imperatore riposava, caddero nel recipiente dell’acqua messa a scaldare sul fuoco. Shen Nung assaggiò l’infuso così ottenuto e lo trovò non solo delizioso, ma anche particolarmente appagante e rigenerante. Da quel giorno l’imperatore non volle dissetarsi con altra bevanda, solo lei infatti sapeva così magicamente risvegliare il corpo e lo spirito affaticato.

Questo racconto, per quanto fantastico, sottolinea come in origine il decotto di queste foglie venisse utilizzato proprio come elisir di lunga vita. Progressivamente questa bevanda si diffuse in tutta la Cina, raggiungendo la provincia dell’Anhui e la valle dello Yangzi. È dunque a questo particolare paese che dobbiamo guardare per imparare a conoscere l’antica bevanda del tè, ed è da qui che dobbiamo partire per il nostro lungo viaggio alla sua scoperta.

India, la grande rivale storica

Nel 1700 la Compagnia Orientale delle Indie decise di introdurre la pianta cinese del tè nelle colonie britanniche: fu un successo immediato, consolidato poi dall’apporto della Regina Vittoria che non solo sostituì lo scotch con il tè ma capì che coltivarlo in casa forse sarebbe stato più vantaggioso che importarlo dalla Cina. In meno di 200 anni India è diventata una delle più grandi e ricche zone di coltivazione del tè.

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